Marco Vigliocco Presidente di "Obiettivo Laurea" scrive una nota su Città Studi
Ho appreso dai giornali di questi giorni dell’esistenza di una protesta di alcuni studenti di Città Studi relativa ai servizi di segreteria. Dagli stessi giornali si apprende di una interrogazione, presentata al sindaco di Biella da alcuni consiglieri comunali di maggioranza, per chiedere al Comune di intervenire in merito alla questione.



(-) Si parla di difficoltà avute nel pagamento delle tasse e di mancanza di informazione, imputando - dei vari disguidi segnalati – la segreteria di Città Studi. Sono piuttosto sorpreso di leggere tali notizie, soprattutto perché sin dall’immatricolazione era nota l’assenza di una segreteria amministrativa a Biella e la questione era già stata affrontata. Mi risulta infatti che ci sia stato un impegno, da parte degli organi competenti, per trovare con l’Università di Torino una soluzione. La segreteria biellese ha un ruolo assai diverso da quello pensato da chi protesta, è una segreteria didattica e non ha competenze amministrative, ciò nonostante nelle bacheche vi era un avviso con le informazioni necessarie, bastava leggerlo. D’altra parte la protesta riguarda 20 studenti su 350, gli altri come hanno fatto? E’ noto che sia necessario rivolgersi a Torino o semplicemente collegarsi al sito dell’università di Torino per poter acquisire notizie e svolgere le procedure richieste, come mai la maggioranza lo ha fatto e qualcuno no? C’è chi studia e lavora nel contempo, ma i casi simili sono molti e si sa che se si vuole andare all’Università, è necessario informarsi, dedicare tempo ed energie. Certo è faticoso, ma sono le regole del gioco. Nelle scuole (alle elementari alle scuole superiori), vi sono norme diverse e le segreterie sono tenute a seguire ogni singolo studente perché adempia ai suoi “doveri amministrativi”, ma il mondo accademico adotta una politica assai diversa. Non credo che chi ha innescato la polemica sia mai stato alla segreteria torinese dell’Università, altrimenti certe dichiarazioni non le rilascerebbe, ma forse è proprio il non conoscere la realtà torinese che ha fatto sì che certi avvenimenti siano accaduti. Come mai molti loro colleghi non hanno riscontrato lo stesso disagio? Si sono informati? Si sono recati nel capoluogo piemontese? Come mai loro, che non avevano le notizie, non hanno semplicemente richiesto ai loro colleghi di studio cosa fare? Questi quesiti fanno riflettere sul fatto che, a volte, si dà spazio ad inutili polemiche, danneggiando coloro che – con spirito costruttivo – cercano di migliorare la situazione esistente. La segreteria biellese ha le sue competenze e le sue regole da rispettare ed ora, grazie al tempestivo intervento di qualcuno che forse non sapeva come agire, la gentilezza e la disponibilità di andare incontro ai ragazzi assumerà magari una valenza diversa. Chi scrive conosce le competenze dell’Università torinese e di Città Studi? Questa posizione mi ricorda l’intervento puramente politico di un giovane della sinistra giovanile, che a dicembre – in occasione dell’inaugurazione della residenza universitaria – criticava la scarsa attenzione verso i giovani dell’amministrazione di Corso Pella. Ma un ente che inaugura delle stanze per gli studenti, non presta attenzione ai giovani? Sarei lieto di informare, chi ancora non lo sapesse, che esiste un’associazione studentesca, Obiettivo Laurea, che opera dal 2003 tra le aule biellesi dei corsi universitari. Gli obiettivi del gruppo sono principalmente due: far sentire la voce degli studenti, portando le richieste nelle sedi appropriate e creare momenti di incontro, con eventi di approfondimento e di divertimento. Di norma unire le forze permette di avere efficacia nell’ottenere ciò che si richiede e permette anche di riflettere prima di portare le istanze, consentendo di affrontare i problemi nel modo giusto, con serenità e facendo critiche costruttive. Quando nel 2003 iniziammo, era necessario recarsi a Torino per eseguire il carico didattico, per stampare gli statini e per gli esami. Tutto perché mancava l’apposito “box”. Senza essere plateali, abbiamo messo impegno e lo abbiamo ottenuto, così come col tempo abbiamo ottenuto ascolto dagli amministratori di Città Studi e di coloro che partecipano alla sua gestione, collaborando per ottenere un miglioramento ed un completamento dei servizi. Non mi sembra cosa da poco. Non sarebbe meglio rivolgersi a chi si sta impegnando insieme a noi per provare a migliorare i servizi e a risolvere i problemi che si possono presentare, c’è qualcuno che ha fatto lo stesso percorso e può aiutare i colleghi ad andare nella direzione giusta. Fare articoli sui giornali serve a portare alla luce un problema facendo polemica soprattutto se la partenza è un difetto di chi scrive, ma parlare con gli organi competenti e soprattutto informarsi prima di parlare, aiuta a risolvere i problemi. Il Presidente di Obiettivo Laurea Marco Vigliocco
Lettera aperta


Autore Genere Categoria Data
Lettera aperta Cronaca Scuola 18 - 03 - 05
   
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